venerdì 3 aprile 2009

Dialogo della Follia e di un Carabiniere

-Signorina, è lei che va in giro a cantare a squarciagola?
-Oh si! Cantare, ballare, trallallà!
-Beh, la gente si lamenta e ha ragione…
-La gente, loro non sanno realmente cosa vogliono, dicono di vivere giorno per giorno…!
-E con questo?
-Dovrebbero provare a farlo realmente, a sentirsi vivi e liberi almeno per un istante!
-
E come? Cantando?
-Si, potrebbero cantare anche loro, magari una bella canzone improvvisata!
-Ma dice sul serio?!
-Certo! Dovrebbero almeno provarci!
-Perché mai?
-Cantare unisce e rende unici! Quando si sta zitti si è una massa informe, ma cantando la voce può spiccare e la gente unirsi!
-E’ una grossa contraddizione…
-E non lo è anche la vita?
-Ma la vita la prendiamo così com’è!
-Anche la musica possiamo prenderla così com’è!
-Non dica sciocchezze: la musica è un’unione di suoni e rumori ben studiata!
-Non è detto, la melodia può uscire da ognuno di noi da sola e già completa!
-E quindi la gente dovrebbe cantare…
-E non solo: dovrebbero seguire i sogni e lasciar perdere la realtà, che è solo una gabbia!
-I sogni non portano mai a nulla!
-I primi navigatori, loro seguivano una stella, qualcosa d’intangibile proprio come un sogno!
-Ma come può la gente seguire un sogno?
-Anche solo comminando per strada, proponendo in piazza le proprie qualità nascoste o azzardando il rischio di un bacio rubato…
-Non la capisco…
-Oh si che mi capisce! Lei conosce il periodo della vita dove si ci sente eterni e si ha voglia di strafare, proprio prima di diventare adulti, lo ha vissuto anche lei, mentre correva in macchina con la musica alta e credeva che tutto questo non sarebbe mai finito…
-Lei non mi conosce…
-Però ero con lei a cantare!
-Cosa vuole dire?
-Che la musica unisce e io cantando sempre sono ovunque!
-Ah già, dimenticavo le sue teorie sulla musica…